La predica e il pulpito

unnamed

Questa la predica del nostro sindaco: I cittadini si aspettano un servizio da parte nostra e non che ci si lamenti perché si lavora il sabato e la domenica.

Il pulpito è il suo capogruppo che nel momento stesso in cui si svolgeva il consiglio comunale era allo stadio a vedere la partita. Vedere la foto sopra.

C’era anche quella storia di quell’altro consigliere di maggioranza che nel primo consiglio comunale invece di presentarsi in orario è arrivato in ritardo, in tutta calma, perché stava giocando una partita di calcetto in oratorio. Poverino, Chissà come s’è scocciato che l’hanno disturbato.

Lasci perdere le prediche signor sindaco, lei è l’ultima persona al mondo che le può fare.

Annunci

Bugie come armi politiche

 

images

Dal che si potrebbe concludere che più un bugiardo ha successo, più gente riesce a convincere, più è probabile che finirà anche lui per credere alle proprie bugie.
Hannah Arendt

Come abbiamo visto al sindaco Melis piace raccontare frottole e lo fa in modo scientifico, cioè si prepara il terreno per sfruttare la cosa a fini propagandistici. Esempio: chiama le minoranze per “discutere” del bilancio senza fornire lo straccio di un numero e quindi senza dare la possibilità di fare le proprie valutazioni. Lo scopo era quelle di accusarle di non essere collaborative, quindi non solo Melis è un bugiardo, ma anche uno a cui piace giocare sporco. Probabilmente si diverte così anche perché può contare sulla complicità della stampa locale che non può o non ha interesse a occuparsi delle vicende solbiatesi quindi si beve tutto quello che dice.
Di esempi se ne possono fare molti altri. Vediamo l’ultimo in ordine di tempo: la decisione di mettere i consigli comunali sempre all’ultimo giorno utile così da poter dire alla stampa che lui lavora così tanto che prima non è possibile e per poter dire che la minoranza discute sulle virgole quando invece parla di progettazione. Lo scopo qual è? Prendersi gioco degli oppositori, non certo quello di fornire un servizio adeguato a Solbiate. L’alternativa è che la sua
amministrazione non è in grado di progettare il lavoro da un mese all’altro. Quale che sia il motivo, ma ci possiamo meritare un sindaco così? Che bada solo agli affari suoi e prende la sua responsabilità verso la comunità che amministra come se fosse un gioco?
Parliamo del segretario comunale, quello che Melis vuole a ogni costo. Sappiamo che è stato investito di tutte le responsabilità di servizio e che la sua mancanza rappresenta un problema. Ma perché ha lui tutte le responsabilità? La bugia di Melis è perché vuole risparmiare, in realtà perché vuole concentrare nelle sue mani tutto il potere. Un appunto per chi non conosce come funzionane le cose: l’amministrazione di un comune ha due anime, una politica che fa capo al sindaco e una amministrativa che fa capo al segretario comunale. La parte amministrativa ha potere di controllo su quella politica perché se una delle decisioni del sindaco non può essere portata avanti per questioni tecniche o normative è in grado di bloccarla. L’ho messa giù un po’ troppo semlice ma più o meno è così. Capite bene che visto il soggetto la questione era per lui totalmente inaccettabile ma l’unica possibilità che aveva Melis per concentrare tutto il potere nelle sue mani, viste le norme di legge, era di togliere la responsabilità di servizio ai funzionari comunali per darla a una persona ben contenta di eseguire i suoi ordini, in questo caso il segretario comunale. Questo è anche il motivo per cui Melis sta diventando matto per fare una convenzione con Bottari dopo che quest’ultimo ha deciso di lasciare Saronno. Per la cronaca, a Saronno stanno ancora festeggiando per la sua uscita di scena, tappi di spumante che schioccano a mitraglia. Tanto per inquadrare il soggetto.
La cosa ha avuto anche una conseguenza gradita a Melis, cioè quella di punire persone a lui antipatiche, nello specifico alcuni funzionari comunali. Adesso dice che l’accumulo delle cariche è solo transitorio (vedremo) e che c’è bisogno di capire come riorganizzare il lavoro dei funzionari comunali. A parte che ha avuto cinque anni di tempo per capirlo,
ma forse pensava ad altro, e poi a Solbiate non è che ci sono decine di dipendenti comunali, non può essere così difficile capire come restituire alla parte amministrativa le prerogative che gli sono state messe a disposizione dalla legge. Se non lo fa è perché non lo vuole fare.
Quindi per Melis dire bugie è un sistema di gestione politica (ci sono un sacco di altri esempi che si possono fare e che faremo), evidentemente non conosce altri sistemi e ormai è talmente assuefatto che crede che dire bugie è l’unico sistema per fare politica. Dire bugie e usarle per ridicolizzari che non è dalla sua parte. Ma davvero una
persona così può fare il sindaco?

I Ciaraffas

images

Il sindaco di Solbiate Luigi Melis si affida a un collaboratore plenipotenziario che si chiama Vincenzo Ciaraffa, ex ufficiale dell’esercito e gestore unico delle iniziative propagandistiche del sindaco. La storia che vi raccontano è che questo lavoro viene svolto gratuitamente per puro amore di patria, ma ovviamente non è così.

Vincenzo Ciaraffa è il direttore di Echi Liberi, una rivista locale che si occupa di tuttologia. La scelta di stampare una rivista è in controtendenza rispetto alla situazione in cui viviamo, perché è sempre meno la gente che legge, ancora meno quella che compra riviste di opinione, ancora meno quella che lo fa in una realtà ristretta come quella della Valle Olona. Ma Vincenzo Ciaraffa non ha di questi problemi perché ha trovato un editore felice di affrontare questa scommessa editoriale investendo, si presume, diversi quattrini. Guarda caso l’editore è il sindaco di Solbiate, o meglio sua moglie, ma suvvia, che differenza ci potrà mai essere. Si tratta di un modo inusuale per ricompensare il suo collaboratore plenipotenziario ma sempre di un sistema di ricompensa si tratta. Echi Liberi si chiamava in origine Echi della Valle Olona, guarda caso lo stesso nome dell’annuale sfilata propaganditica che si svolge a Solbiate, sempre piena di stellette di militari e organizzata da Vincenzo Ciaraffa, cui il comune di Solbiate non ha mai fatto mancare il sostegno logistico ed economico. Sì certo, pagano gli sponsor, sempre soldi che si potevano utilizzare in modo molto più proficuo che non per sostenere le manie di grandezza di sindaco e plenipoteziario.
Ma non è finita qui perché le ricompense vanno molto oltre a queste. A suo tempo il comune di Solbiate ha dato mandato a uno studio legale di gestire la questione della riscossione della fidejussione di Swim Planet. La scelta è caduta su uno studio di avvocati (Moriggi di Gavirate) in cui lavorava Luigi Ciaraffa, guarda un po’, il figlio di Vincenzo.
In totale la somma dei compensi per prestazioni legali è arrivata a circa 100 mila euro (se non ci credete fate una scansione sul web per vedere l’elenco della collaborazioni esterne del comune), fino a quando Luigi Ciaraffa decide di lasciare lo studio Moriggi per aprirne uno suo, lo studio 2LC. Magicamente tutte le pratiche legali del comune passano a 2LC, e quindi direttamente a Luigi Ciaraffa (figlio di Vincenzo, ricordo). Da allora, circa un anno fa, allo studio sono arrivati quasi 50 mila euro dal comune di Solbiate, tutto senza gara di affidamento di incarico e senza niente altro che potesse entrare in un qualche contesto di libera concorrenza. Alla faccia della tanto osannata trasparenza di cui si vanta il sindaco Melis. Quindi probabilmente il consulente plenipotenziario non presta la sua opera gratuitamente, ma viene pagato profumatamente sebbene in modo trasversale. Ci diranno che è tutto legale, che si può fare, che siamo noi a essere in malafede. La situazione però è abbastanza chiara.
Mi sa che sentirete ancora parlare di 2LC su queste pagine.

Ma dov’è l’etica?

A scuola ci insegnano che quando non conosciamo il significato di una parola la dobbiamo cercare nel dizionario. Con gli smartphone è una cosa semplice e rapida.
Allora sono andata a cercare il significato di etica, per togliermi il dubbio che il significato che io pensavo avesse non era in realtà quello giusto. Ho trovato questo: “Ricerca di ciò che è bene per l’uomo, di ciò che è giusto fare o non fare; modo di comportarsi in base a ciò che ciascuno ritiene sia la cosa più giusta”.
Più o meno è quello che pensavo io ma mi sono accorta che tra i termini “ricerca” e “modo di comportarsi” può esserci in mezzo un abisso. Anche tra  quello che una persona dice e quello che fa può esserci in mezzo un abisso ed è una cosa che sono sicura abbiamo ben presente tutti quanti.
Le generazione dei miei genitori aveva una specie di eroe, il presidente Pertini, che era amato da tutti gli italiani. Ho visto che una delle sue frasi più famose dice: “I giovani non hanno bisogno di sermoni, i giovani hanno bisogno di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo”. Mi sono messa poi a pensare se nella mia Solbiate Olona sono più i sermoni o gli esempi di onestà, coerenza e altruismo e non ho avuto dubbi sulla risposta. Cominiciamo dall’alto, cioè dal sindaco, che in un consiglio comunale, cioè durante un evento istituzionale, ha preteso di dare lezioni di democrazia, lui che probabilmente non ne conosce molto bene il significato (suggerisco il dizionario). E questo è il primo sermone. Poi ha detto che il comune di Saronno ha chiesto la rescissione della convenzione per il segretario comunale, quando invece è stato proprio lui a chiederla. E’ talmente legato al segretario Bottari da volerlo rincorrere a tutti i costi dovunque si trovi.
A una domanda specifica sulla presenza di documentazione a riguardo ha mentito dicendo che non c’era e facendo un pistolotto sulla trasparenza. Secondo sermone. Gli esempi non sono certo onestà e coerenza. In fondo trovate la lettera firmata dal sindaco Melis che conferma quello che scrivo.
Vorrei si capisse che il problema non è chi ha chiesto la chiusura della convenzione ma il fatto che un sindaco non può dire bugie in una sede istituzionale e poi mettersi pure a fare dei sermoni. La mia generazione sta già subendo tantissimo, il futuro incerto, la perdita di prospettive, la mancanza di punti di riferimento. Dobbiamo aggiungere
anche la mancanza di esempi positivi, anche nella nostra piccola realtà di tutti i giorni. Mi chiedo: perché il sindaco di un paese piccolo come Solbiate deve ridursi a mentire ai suoi cittadini solo perché gli gira così? Che esempio è quello di un sindaco talmente pieno di sè da non potere fare a meno dei sermoni e a fregarsene degli esempi?
Ho appena studiato Socrate che diceva che lo scopo della vita non è tanto trovare la verità, ma continuare a ricercarla. “Ricerca di ciò che è bene per l’uomo”, torniamo a una delle definizioni di etica. Poi ci sono i modi di comportarsi, che possono essere degli esempi positivi o negativi. A Solbiate purtroppo non riesco a trovare, nelle istituzioni pubbliche, esempi positivi, perché il modo di comportarsi non è quello etico, non c’è nessuna ricerca del bene, perché mentire non può portare a nessun tipo di bene.

img001

La vera sconfitta della democrazia

In occasione delle dimissioni del consigliere comunale Cristina De Simone il nostro pseudo sindaco ha avuto il coraggio di dire che si è trattato di una sconfitta della democrazia, perché secondo lui non si possono chiedere i voti per poi dimettersi. La realtà è che l’uscita di scena di due dei suoi bersagli preferiti (De Simone e Antonello Colombo) lo ha privato in parte del suo giocattolo preferito, cioè prendersela con qualcuno in modo inutile e volgare.

La vera sconfitta della democrazia invece è un’altra, cioè il fatto stesso che Luigi Melis sia il sindaco di Solbiate Olona. Se la democrazia avesse davvero funzionato non avremmo come sindaco una persona che ha come obiettivo politico quello di distruggere la vita sociale e culturale del paese che amministra e di rincorrere esclusivamente la sua gloria personale.

La vera sconfitta della democrazia è avere un sindaco che persegue con tenacia la distruzione personale dei suoi avversari politici, spargendo e pubblicando voci ignominiose su di loro e le loro famiglie.

La vera sconfitta della democrazia è avere una giunta formata da due persone, il sindaco Vincenzo Ciaraffa e il suo portavoce Luigi Melis. La sconfitta è avere persone che prendono lo stipendio da assessore senza fare praticamente nulla o al limite obbedendo a ordini precisi, evidentemente perché prendere così tanti soldi senza fare fatica è una bella comodità. Soprattutto nel caso di persone miracolate da appoggi politici molto influenti (leggi CL) o da antichi sostegni tradizionali che non avranno nessun futuro per il nostro paese ma che pretendono con arroganza di condizionarne il presente.

La vera sconfitta della democrazia è avere consiglieri di maggioranza che non hanno la minima idea di quale sia il loro ruolo e la responsabilità che ricoprono. Consiglieri tenuti completamente all’oscuro di quanto avviene nell’ufficio del sindaco Ciaraffa e a cui viene chiesto di alzare la mano a comando, cosa che fanno senza pensarci un attimo. Consiglieri arruolati grazie a voti dati esclusivamente per appartenenze familiari o di altro tipo oppure per grazia ricevuta, che un minuto dopo le elezioni avevano già esaurito il loro ruolo istituzionale con scarsissime possibilità di poterlo onorare davvero nei prossimi cinque anni.

La vera sconfitta della democrazia è avere una stampa locale che ascolta solo il sindaco di Solbiate e che ci pensa mille volte prima di pubblicare qualcosa a lui sgradita. In caso contrario arrivano pesanti pressioni da parte di potentati di vario genere.

La vera sconfitta della democrazia è avere una rivista come Echi Liberi sostenuta e pubblicata da Luigi Melis, che in cambio ottiene una spudorata campagna elettorale a suo favore. Inutile dire che il direttore di questa rivista è il vero sindaco Vincenzo Ciaraffa.

La vera sconfitta della democrazia è avere un’amministrazione comunale che affida le pratiche legali del comune allo studio 2LC di Gallarate di cui è socio il figlio del vero sindaco Vincenzo Ciaraffa, ovviamente senza gara d’appalto. Che sarebbe necessaria perché Solbiate Olona ha sulle spalle spese legali pari a quelle di una multinazionale del tabacco, chissà coma mai.

La vera sconfitta della democrazia, ma la sconfitta più sconfitta di tutte, è avere una cittadinanza talmente rassegnata alla propria disintegrazione da non voler vedere quallo che da anni sta succedendo sotto i suoi occhi. Una cittadinzanza talmente disillusa ed egoista da continuare a votare per il proprio amico o per quello che gli promette qualcosa in cambio, da dare il voto a chi gli ha fatto un favore o a chi non gli ha fatto pagare l’Imu per un anno, fregandosene di quanti servizi sociali sarebbe stato possibile finanziare con quel denaro. Una cittadinanza così chiusa in se stessa da essere più propensa a credere alle bugie raccontate “a voce” che a tutto il resto, perché è molto più facile e comodo così piuttosto che fare la fatica di informarsi davvero di come stanno le cose.

Finché i solbiatesi non dimostreranno coraggio e amore per il proprio paese e la propria comunità la democrazia da queste parti sarà costantemente sconfitta. Con grande soddisfazione dello pseudo sindaco Luigi Melis.