Azienda speciale del medio Olona (ma soprattutto di CL)

L’azienda speciale consortile del medio Olona per i servizi alla persona è un ente sovracomunale che si occupa della gestione dei servizi sociali insieme ai vari comuni che ne fanno parte (i sette comuni compresi tra Castellanza e Fagnano). Si occupa di varie cose, alcune meritevoli, e ovviamente gestisce parecchio denaro perché la fornitura dei servizi costa.

L’organizzazione interna è un po’ strana, nel senso che esistono due organi distinti di controllo, uno è il consiglio di amministrazione e l’altro l’assemblea consortile. Entrambi si occupano di un po’ di tutto e capire le competenze specifiche è un po’ difficile anche perché alcune si sovrappongono, vi invitiamo pertanto a leggerle sul sito dell’azienda. Di certo si sa che il consiglio di amministrazione viene nominato dall’assemblea consortile.

Entrambi questi enti sono sotto controllo politico, nel senso che i componenti dell’assemblea consortile sono direttamente i sindaci dei vari comuni, che a loro volta indicano i componenti del CDA. Al loro interno poi vengono nominati i presidenti: al momento il presidente dell’assemblea consortile è il sindaco di Marnate (sul sito è indicato come sindaco Cerana anche se in realtà il sindaco di Marnate è Scazzosi) mentre il presidente del CDA è Domizio Ricco di Gorla Minore.

Le gestione amministrativa “pratica” è invece sotto il controllo del direttore Pierpaolo Ponzone, che è anche l’unico dirigente dell’azienda e lavora con l’unico dipendente, una segretaria amministrativa part-time. L’attuale direttore è stato nominato al momento della costituzione dell’azienda e non è mai stato sostituito.

Quello che di solito fa l’azienda speciale è identificare alcune criticità in campo sociale o comunque situazioni in cui sarebbe opportuno intervenire, elaborare un piano di intervento e scegliere le persone cui affidarlo. E qui casca l’asino.

Sul sito dell’azienda c’è la voce “Bandi di gara” sia quelli in corso che quelli conclusi. Sono stati inseriti i documenti dei bandi conclusi relativi ai servizi in atto ed è interessante andare a vedere chi ha vinto questi bandi. Parliamo di AISEL (che se ne aggiudica diversi), Cooperativa sociale solidarietà e servizi, City service. La cosa che li accomuna, oltre a quella di aver vinto i bandi di concorso dell’Azienda, è che fanno tutte parte della Compagnia delle Opere, cioè Comunione e Liberazione, grande maneggiona dei servizi sanitari in Lombardia. Insieme si sono aggiudicate commesse per circa 3 milioni e mezzo di euro. È tutto visibile sul sito dell’azienda. Per la cronaca le commesse che scadevano alla fine del 2014 sono state tutte prorogate di sei mesi.

Casualità? Certo ci sono i bandi di concorso, vince chi fornisce le migliori garanzie, ma dipende da come vengono scritti. Vincolare ad esempio la possibilità di partecipazione a chi presenta un fatturato di almeno 300.000 euro nell’ultimo anno (e 200.000 euro nel settore specifico del bando), come viene fatto dall’azienda speciale, limita l’accesso a cooperative sociali più piccole che non necessariamente forniscono servizi peggiori. Senza contare che anche alcuni incarichi di consulenza, come quelli agli assistenti sociali dell’azienda e di Gorla Maggiore e Minore, sono stati affidati a dipendente di AISEL.

Possibile che né i sindaci (leggi assemblea consortile) né il CDA hanno mai avuto niente da obiettare al momento dell’approvazione? Ci permettiamo di fare i maliziosi andando a vedere come Domizio Ricco, presidente del CDA, abbia avuto una breve esperienza di lavoro con la Fondazione Raimondi (vincitrice del bando relativo all’assistenza domiciliare) e il consigliere Paolo Rossi abbia lavorato con la cooperativa sociale La Banda (vincitrice insieme a AISEL di quello relativo ai servizi rivolti ai minori). Stiamo esagerando lo sappiamo, nessuno dei due può avere avuto un qualche vantaggio da queste aggiudicazioni, rimane la sensazione però di una gestione che dovrebbe essere più trasparente. Perché poi se andiamo a vedere bene notiamo che il consigliere indicato dal comune di Solbiate Olona, Andrea Aspesani, può contare sull’appoggio politico diretto di Raffaele Cattaneo, potentissimo assessore regionale e soprattutto principale referente lombardo di Comunione e Liberazione (dopo la “dipartita” di Formigoni).

Casualità anche questa? Forse no. Il CDA ha il potere di approvare o meno le indicazioni che vengono dall’amministrazione (cioè da Ponzone). Basta poco per averne il controllo: qualche membro amico e qualche altro che non si preoccupa più di tanto della cosa. Nel CDA abbiamo infatti un informatico, un sottufficiale di marina, un agente di commercio nel settore chimico (anche un paio d’altri che non si sa perché non c’è il curriculum on-line). Non vogliamo dire che ci sia stata malizia nella loro scelta ma non si tratta propriamente di esperti del settore, magari non ci capiscono granché.

Stiamo impropriamente alimentando un inutile senso di sospetto? La questione è molto semplice: che l’Azienda speciale consortile del medio Olona sia un feudo di CL si sa da sempre e lo sanno tutti, che non se ne voglia parlare è abbastanza evidente. Ma non veniteci a dire che gli stronzi siamo noi.

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Quando non si conosce vergogna

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Il sindaco ha appena diffuso un’ordinanza che vieta l’utilizzo della palestra delle scuole medie. Dice che è stata accertata una situazione di pericolosità per la caduta di calcinacci. L’ordinanza è stata emanata perché, si legge testuale (nell’ordinanza che trovate in fondo), è necessario scongiurare evidenti pericoli per l’incolumità degli eventuali fruitori della palestra comunale.

Ci sarebbe da essere lieti di questa commovente attenzione nei confronti dei suoi concittadini, se non fosse che l’ordinanza reca la data del 18 dicembre, e che durante le vacanze di Natale la palestra è stata utilizzata eccome, da diverse società sportive che hanno svolto regolarmente le loro attività. Non c’era nessuna transenna e nessun segnale di divieto, al contrario di quanto scritto sull’ordinanza, e ovviamente le società sportive che utilizzano la palestra non erano state avvertite in alcun modo.

I casi sono due, o l’ordinanza è stata retrodatata con il solito falso in atto pubblico che è ormai diventata una costante della premiata coppia Melis – Bottari (che all’insaputa di tutti è tornato a fare il segretario comunale), oppure dobbiamo pensare che il sindaco abbia deliberatamente messo in pericolo i fruitori della palestra, che non erano stati allertati in alcun modo del pericolo imminente.

Come se niente fosse, senza vergogna.

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