Il sonno della ragione

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Siamo tra quelli che hanno sempre creduto che la politica fosse una cosa buona, una esperienza umana necessaria perché risolve i problemi delle persone. Ma la politica senza etica può fare solo danni, perché è esercizio del potere senza nessuna finalità. Lo vediamo ai più alti livelli ma anche ai più bassi, come a Solbiate Olona per esempio. Per questa volta non sto parlando di sindaco, giunta e interessi correlati, ma di quelle persone che hanno accettato di far parte di questo grande inganno, per superficialità o vanità. Ovviamente parlo di quelle persone che siedono sui banchi del consiglio di maggioranza, persone dalla tensione etica molto dubbia, che non possono e non potranno mai dare nessun contributo alla crescita collettiva della loro comunità perché hanno deciso di operare in un contesto che non la prevede. Che sono lì perché scelti all’interno del sistema peggiore in cui cercare voti, quello delle appartenenze, delle familiarità, dei favori dati e ricevuti, delle abitudini decennali. Il loro compito, come abbiamo detto, è già finito, loro lo sanno bene ma fanno finta di niente. Alcuni avranno quello che gli è stato promesso, gli altri continueranno a fare le belle statuine.

In pratica è la filosofia razziana del “…fatti li cazzi tua” trasferita nei piccoli centri come il nostro, perché ormai tutti pensano che la politica sia questa cosa qui, non si aspettano niente di più e niente di meglio e non sono disposti a fare di più e di meglio. Il menefreghismo e la rassegnazione sono il concime ideale per chi vuole sfruttare la politica per i suoi interessi.
Il sonno della ragione genera mostri (Goya). Il sonno della ragione è quella colata di metadone sociale che provoca assuefazione e distacco dalla realtà. Ce ne accorgeremo solo quando saremo in crisi di astinenza ma sarà troppo tardi. Se lo facciamo notare ci prendono per matti, indichiamo la luna e tutti si arrabbiano perché gli fai vedere il dito e poi si offendono pure se glielo facciamo notare. Sembra un mondo in cui si cerca di trasformare le piccole vigliaccherie in punti di forza perché tutti sanno che i nostri limiti sono l’unica cosa che riusciremo ad avere e allora facciamo finta che siano cose buone e reagiamo come animali in gabbia quando qualcuno cerca di smascherarli. Questo vale per chi ha conquistato il potere, per chi lo ha sostenuto, per chi si è messo al suo servizio e per chi lo accetta passivamente, a cominciare dai nostri fenomenali giornalisti locali, anima e cuore dei piccoli potenti di campagna, agenti speciali al loro servizio che come unico atto di coraggio possono vantare quello di voltarsi dall’altra parte. Lo ripetiamo, non è mancanza di coscienza, è molto peggio, è accettazione passiva se non complicità, che in certe situazioni come la nostra vogliono dire la stessa cosa.

Complici schiavi del mito dell’uomo forte, anche se ha i piedi d’argilla, anzi soprattutto se ha i piedi di argilla, che suscita nelle menti semplici ancora un fascino irrestibile e ne ottiene in cambio la possibilità di fare tutto quello che vuole. Tra gli applausi.
I veri leader sono delle guide, persone che sfruttano le potenzialità diffuse, che individuano i punti deboli di un processo (sociale e amministrativo) e cercano di capire come rimediare, che hanno una visione a lungo termine che prevede la crescita sociale e culturale della comunità che gli viene affidata, non sono dei bellimbusti che si autoproclamano esecutori unici e insostituibili di una volontà popolare che si sono inventati loro, che sfruttano la
politica per alimentare il proprio ego e non si fanno scrupoli su chi li sostiene e come, senza che ci sia possibilità di discussione o di replica e senza rendere conto delle proprie decisioni. Esattamente come se si fosse all’interno di un corpo militare, come sa perfettamente il nostro sindaco (non Melis, quello vero).
La cosa incomprensibile è che tutto sta avvenendo sotto i nostri occhi, non in modo nascosto. Opere pubbliche per oltre un milione affidate senza gara d’appalto, incarichi pubblici affidati allo studio di avvocato del figlio, e non importa se questo figlio ha vertenze penali in corso, le bugie dette di continuo al solo scopo di esaltare l’ego di chi pensa di avere sempre ragione e di essere così potente da potersene fregare delle regole. E anche tutto il resto, che documenteremo. Tutto sotto gli occhi di tutti.

E nessuna reazione, mai. Il sonno è ancora profondo.

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