Bugie come armi politiche

 

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Dal che si potrebbe concludere che più un bugiardo ha successo, più gente riesce a convincere, più è probabile che finirà anche lui per credere alle proprie bugie.
Hannah Arendt

Come abbiamo visto al sindaco Melis piace raccontare frottole e lo fa in modo scientifico, cioè si prepara il terreno per sfruttare la cosa a fini propagandistici. Esempio: chiama le minoranze per “discutere” del bilancio senza fornire lo straccio di un numero e quindi senza dare la possibilità di fare le proprie valutazioni. Lo scopo era quelle di accusarle di non essere collaborative, quindi non solo Melis è un bugiardo, ma anche uno a cui piace giocare sporco. Probabilmente si diverte così anche perché può contare sulla complicità della stampa locale che non può o non ha interesse a occuparsi delle vicende solbiatesi quindi si beve tutto quello che dice.
Di esempi se ne possono fare molti altri. Vediamo l’ultimo in ordine di tempo: la decisione di mettere i consigli comunali sempre all’ultimo giorno utile così da poter dire alla stampa che lui lavora così tanto che prima non è possibile e per poter dire che la minoranza discute sulle virgole quando invece parla di progettazione. Lo scopo qual è? Prendersi gioco degli oppositori, non certo quello di fornire un servizio adeguato a Solbiate. L’alternativa è che la sua
amministrazione non è in grado di progettare il lavoro da un mese all’altro. Quale che sia il motivo, ma ci possiamo meritare un sindaco così? Che bada solo agli affari suoi e prende la sua responsabilità verso la comunità che amministra come se fosse un gioco?
Parliamo del segretario comunale, quello che Melis vuole a ogni costo. Sappiamo che è stato investito di tutte le responsabilità di servizio e che la sua mancanza rappresenta un problema. Ma perché ha lui tutte le responsabilità? La bugia di Melis è perché vuole risparmiare, in realtà perché vuole concentrare nelle sue mani tutto il potere. Un appunto per chi non conosce come funzionane le cose: l’amministrazione di un comune ha due anime, una politica che fa capo al sindaco e una amministrativa che fa capo al segretario comunale. La parte amministrativa ha potere di controllo su quella politica perché se una delle decisioni del sindaco non può essere portata avanti per questioni tecniche o normative è in grado di bloccarla. L’ho messa giù un po’ troppo semlice ma più o meno è così. Capite bene che visto il soggetto la questione era per lui totalmente inaccettabile ma l’unica possibilità che aveva Melis per concentrare tutto il potere nelle sue mani, viste le norme di legge, era di togliere la responsabilità di servizio ai funzionari comunali per darla a una persona ben contenta di eseguire i suoi ordini, in questo caso il segretario comunale. Questo è anche il motivo per cui Melis sta diventando matto per fare una convenzione con Bottari dopo che quest’ultimo ha deciso di lasciare Saronno. Per la cronaca, a Saronno stanno ancora festeggiando per la sua uscita di scena, tappi di spumante che schioccano a mitraglia. Tanto per inquadrare il soggetto.
La cosa ha avuto anche una conseguenza gradita a Melis, cioè quella di punire persone a lui antipatiche, nello specifico alcuni funzionari comunali. Adesso dice che l’accumulo delle cariche è solo transitorio (vedremo) e che c’è bisogno di capire come riorganizzare il lavoro dei funzionari comunali. A parte che ha avuto cinque anni di tempo per capirlo,
ma forse pensava ad altro, e poi a Solbiate non è che ci sono decine di dipendenti comunali, non può essere così difficile capire come restituire alla parte amministrativa le prerogative che gli sono state messe a disposizione dalla legge. Se non lo fa è perché non lo vuole fare.
Quindi per Melis dire bugie è un sistema di gestione politica (ci sono un sacco di altri esempi che si possono fare e che faremo), evidentemente non conosce altri sistemi e ormai è talmente assuefatto che crede che dire bugie è l’unico sistema per fare politica. Dire bugie e usarle per ridicolizzari che non è dalla sua parte. Ma davvero una
persona così può fare il sindaco?

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2 thoughts on “Bugie come armi politiche

  1. Credo che l’incapacità dimostrata in questi anni sia anche la leva del successo. Il non fare nulla aiuta a non sbagliare nulla. Purtroppo la gente non riesce a rendersi conto nell’immediato del tempo che si sta perdendo. Occorre che i giovani si coalizzino (se vogliono anche con l’aiuto dei vecchi ma solo se lo vogliono) per far capire che si vuole fare.
    I vecchi che potrebbero fare ormai sono (forse giustamente) considerati la solita minestra che non può più vincere contro la presunta novità.
    A qualsiasi giovane di buona volontà tutto l’appoggio possibile.
    Infine da sottolinere che le poche scelte ancorchè deliranti sono solo frutto di personalismi

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    • Hai detto due cose giuste: la gente non riesce a rendersi conto e i giovani dovrebbero coalizzarsi. Entrambe le cose però sono purtroppo molto lontane dalla realtà solbiatese. Anzi i giovani, che sono cresciuti con il mito del potere ad ogni costo, sono molto più affascinati da figure come quella di Melis, e infatti hanno votato tutti per lui.

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