I Ciaraffas

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Il sindaco di Solbiate Luigi Melis si affida a un collaboratore plenipotenziario che si chiama Vincenzo Ciaraffa, ex ufficiale dell’esercito e gestore unico delle iniziative propagandistiche del sindaco. La storia che vi raccontano è che questo lavoro viene svolto gratuitamente per puro amore di patria, ma ovviamente non è così.

Vincenzo Ciaraffa è il direttore di Echi Liberi, una rivista locale che si occupa di tuttologia. La scelta di stampare una rivista è in controtendenza rispetto alla situazione in cui viviamo, perché è sempre meno la gente che legge, ancora meno quella che compra riviste di opinione, ancora meno quella che lo fa in una realtà ristretta come quella della Valle Olona. Ma Vincenzo Ciaraffa non ha di questi problemi perché ha trovato un editore felice di affrontare questa scommessa editoriale investendo, si presume, diversi quattrini. Guarda caso l’editore è il sindaco di Solbiate, o meglio sua moglie, ma suvvia, che differenza ci potrà mai essere. Si tratta di un modo inusuale per ricompensare il suo collaboratore plenipotenziario ma sempre di un sistema di ricompensa si tratta. Echi Liberi si chiamava in origine Echi della Valle Olona, guarda caso lo stesso nome dell’annuale sfilata propaganditica che si svolge a Solbiate, sempre piena di stellette di militari e organizzata da Vincenzo Ciaraffa, cui il comune di Solbiate non ha mai fatto mancare il sostegno logistico ed economico. Sì certo, pagano gli sponsor, sempre soldi che si potevano utilizzare in modo molto più proficuo che non per sostenere le manie di grandezza di sindaco e plenipoteziario.
Ma non è finita qui perché le ricompense vanno molto oltre a queste. A suo tempo il comune di Solbiate ha dato mandato a uno studio legale di gestire la questione della riscossione della fidejussione di Swim Planet. La scelta è caduta su uno studio di avvocati (Moriggi di Gavirate) in cui lavorava Luigi Ciaraffa, guarda un po’, il figlio di Vincenzo.
In totale la somma dei compensi per prestazioni legali è arrivata a circa 100 mila euro (se non ci credete fate una scansione sul web per vedere l’elenco della collaborazioni esterne del comune), fino a quando Luigi Ciaraffa decide di lasciare lo studio Moriggi per aprirne uno suo, lo studio 2LC. Magicamente tutte le pratiche legali del comune passano a 2LC, e quindi direttamente a Luigi Ciaraffa (figlio di Vincenzo, ricordo). Da allora, circa un anno fa, allo studio sono arrivati quasi 50 mila euro dal comune di Solbiate, tutto senza gara di affidamento di incarico e senza niente altro che potesse entrare in un qualche contesto di libera concorrenza. Alla faccia della tanto osannata trasparenza di cui si vanta il sindaco Melis. Quindi probabilmente il consulente plenipotenziario non presta la sua opera gratuitamente, ma viene pagato profumatamente sebbene in modo trasversale. Ci diranno che è tutto legale, che si può fare, che siamo noi a essere in malafede. La situazione però è abbastanza chiara.
Mi sa che sentirete ancora parlare di 2LC su queste pagine.

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Ma dov’è l’etica?

A scuola ci insegnano che quando non conosciamo il significato di una parola la dobbiamo cercare nel dizionario. Con gli smartphone è una cosa semplice e rapida.
Allora sono andata a cercare il significato di etica, per togliermi il dubbio che il significato che io pensavo avesse non era in realtà quello giusto. Ho trovato questo: “Ricerca di ciò che è bene per l’uomo, di ciò che è giusto fare o non fare; modo di comportarsi in base a ciò che ciascuno ritiene sia la cosa più giusta”.
Più o meno è quello che pensavo io ma mi sono accorta che tra i termini “ricerca” e “modo di comportarsi” può esserci in mezzo un abisso. Anche tra  quello che una persona dice e quello che fa può esserci in mezzo un abisso ed è una cosa che sono sicura abbiamo ben presente tutti quanti.
Le generazione dei miei genitori aveva una specie di eroe, il presidente Pertini, che era amato da tutti gli italiani. Ho visto che una delle sue frasi più famose dice: “I giovani non hanno bisogno di sermoni, i giovani hanno bisogno di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo”. Mi sono messa poi a pensare se nella mia Solbiate Olona sono più i sermoni o gli esempi di onestà, coerenza e altruismo e non ho avuto dubbi sulla risposta. Cominiciamo dall’alto, cioè dal sindaco, che in un consiglio comunale, cioè durante un evento istituzionale, ha preteso di dare lezioni di democrazia, lui che probabilmente non ne conosce molto bene il significato (suggerisco il dizionario). E questo è il primo sermone. Poi ha detto che il comune di Saronno ha chiesto la rescissione della convenzione per il segretario comunale, quando invece è stato proprio lui a chiederla. E’ talmente legato al segretario Bottari da volerlo rincorrere a tutti i costi dovunque si trovi.
A una domanda specifica sulla presenza di documentazione a riguardo ha mentito dicendo che non c’era e facendo un pistolotto sulla trasparenza. Secondo sermone. Gli esempi non sono certo onestà e coerenza. In fondo trovate la lettera firmata dal sindaco Melis che conferma quello che scrivo.
Vorrei si capisse che il problema non è chi ha chiesto la chiusura della convenzione ma il fatto che un sindaco non può dire bugie in una sede istituzionale e poi mettersi pure a fare dei sermoni. La mia generazione sta già subendo tantissimo, il futuro incerto, la perdita di prospettive, la mancanza di punti di riferimento. Dobbiamo aggiungere
anche la mancanza di esempi positivi, anche nella nostra piccola realtà di tutti i giorni. Mi chiedo: perché il sindaco di un paese piccolo come Solbiate deve ridursi a mentire ai suoi cittadini solo perché gli gira così? Che esempio è quello di un sindaco talmente pieno di sè da non potere fare a meno dei sermoni e a fregarsene degli esempi?
Ho appena studiato Socrate che diceva che lo scopo della vita non è tanto trovare la verità, ma continuare a ricercarla. “Ricerca di ciò che è bene per l’uomo”, torniamo a una delle definizioni di etica. Poi ci sono i modi di comportarsi, che possono essere degli esempi positivi o negativi. A Solbiate purtroppo non riesco a trovare, nelle istituzioni pubbliche, esempi positivi, perché il modo di comportarsi non è quello etico, non c’è nessuna ricerca del bene, perché mentire non può portare a nessun tipo di bene.

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La vera sconfitta della democrazia

In occasione delle dimissioni del consigliere comunale Cristina De Simone il nostro pseudo sindaco ha avuto il coraggio di dire che si è trattato di una sconfitta della democrazia, perché secondo lui non si possono chiedere i voti per poi dimettersi. La realtà è che l’uscita di scena di due dei suoi bersagli preferiti (De Simone e Antonello Colombo) lo ha privato in parte del suo giocattolo preferito, cioè prendersela con qualcuno in modo inutile e volgare.

La vera sconfitta della democrazia invece è un’altra, cioè il fatto stesso che Luigi Melis sia il sindaco di Solbiate Olona. Se la democrazia avesse davvero funzionato non avremmo come sindaco una persona che ha come obiettivo politico quello di distruggere la vita sociale e culturale del paese che amministra e di rincorrere esclusivamente la sua gloria personale.

La vera sconfitta della democrazia è avere un sindaco che persegue con tenacia la distruzione personale dei suoi avversari politici, spargendo e pubblicando voci ignominiose su di loro e le loro famiglie.

La vera sconfitta della democrazia è avere una giunta formata da due persone, il sindaco Vincenzo Ciaraffa e il suo portavoce Luigi Melis. La sconfitta è avere persone che prendono lo stipendio da assessore senza fare praticamente nulla o al limite obbedendo a ordini precisi, evidentemente perché prendere così tanti soldi senza fare fatica è una bella comodità. Soprattutto nel caso di persone miracolate da appoggi politici molto influenti (leggi CL) o da antichi sostegni tradizionali che non avranno nessun futuro per il nostro paese ma che pretendono con arroganza di condizionarne il presente.

La vera sconfitta della democrazia è avere consiglieri di maggioranza che non hanno la minima idea di quale sia il loro ruolo e la responsabilità che ricoprono. Consiglieri tenuti completamente all’oscuro di quanto avviene nell’ufficio del sindaco Ciaraffa e a cui viene chiesto di alzare la mano a comando, cosa che fanno senza pensarci un attimo. Consiglieri arruolati grazie a voti dati esclusivamente per appartenenze familiari o di altro tipo oppure per grazia ricevuta, che un minuto dopo le elezioni avevano già esaurito il loro ruolo istituzionale con scarsissime possibilità di poterlo onorare davvero nei prossimi cinque anni.

La vera sconfitta della democrazia è avere una stampa locale che ascolta solo il sindaco di Solbiate e che ci pensa mille volte prima di pubblicare qualcosa a lui sgradita. In caso contrario arrivano pesanti pressioni da parte di potentati di vario genere.

La vera sconfitta della democrazia è avere una rivista come Echi Liberi sostenuta e pubblicata da Luigi Melis, che in cambio ottiene una spudorata campagna elettorale a suo favore. Inutile dire che il direttore di questa rivista è il vero sindaco Vincenzo Ciaraffa.

La vera sconfitta della democrazia è avere un’amministrazione comunale che affida le pratiche legali del comune allo studio 2LC di Gallarate di cui è socio il figlio del vero sindaco Vincenzo Ciaraffa, ovviamente senza gara d’appalto. Che sarebbe necessaria perché Solbiate Olona ha sulle spalle spese legali pari a quelle di una multinazionale del tabacco, chissà coma mai.

La vera sconfitta della democrazia, ma la sconfitta più sconfitta di tutte, è avere una cittadinanza talmente rassegnata alla propria disintegrazione da non voler vedere quallo che da anni sta succedendo sotto i suoi occhi. Una cittadinzanza talmente disillusa ed egoista da continuare a votare per il proprio amico o per quello che gli promette qualcosa in cambio, da dare il voto a chi gli ha fatto un favore o a chi non gli ha fatto pagare l’Imu per un anno, fregandosene di quanti servizi sociali sarebbe stato possibile finanziare con quel denaro. Una cittadinanza così chiusa in se stessa da essere più propensa a credere alle bugie raccontate “a voce” che a tutto il resto, perché è molto più facile e comodo così piuttosto che fare la fatica di informarsi davvero di come stanno le cose.

Finché i solbiatesi non dimostreranno coraggio e amore per il proprio paese e la propria comunità la democrazia da queste parti sarà costantemente sconfitta. Con grande soddisfazione dello pseudo sindaco Luigi Melis.